venerdì 25 aprile 2008

domenica 20 aprile 2008

Almeno i bambini...

«I bambini sono di sinistra. Di sinistra, sì, nessun dubbio. Non soltanto per via dei pugnetti stretti in segno di precoce protesta.

I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.

Sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dai!

I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.

I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la destra piangono.

I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la sinistra piangono lo stesso, ma un po? meno.

I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo.

Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo no-logo, ma di marca!

I bambini sono di sinistra malgrado l'ora di religione obbligatoria.

I bambini sono di sinistra grazie all'ora di religione obbligatoria.

I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomiglia vagamente a un ordine, fanno resistenza. Ora e sempre.

I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.

I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.

I bambini sono di sinistra perché vanno all'asilo con bambini africani, cinesi o boliviani e quando il papà dice: "Vedi, quello lì è africano" lo guardano come si guarda una notizia senza significato.

I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.

I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto e se li condanniamo aspettano sereni l'indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
"Papà posso vedere la cassetta?". Chi l'ha detto? "Il Papa".

I bambini sono di sinistra perché si fanno un'idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.

I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso salvo turbe gravi, daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.

I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Carlo Marx.

Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra, perché Robin Hood è di avanguardia operaia? fa gli espropri proletari.

I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell'orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza soffrono.

I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l'ordine non si sa cos'è.

I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.

I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno un nesso.

I bambini di sinistra, se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quando diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini.
Di sinistra, poi.»

venerdì 18 aprile 2008

SETTIMANA RESISTENTE!



7 giorni al 25 aprile Festa della Liberazione e dopo Colori di Pace.
Una settimana RESISTENTE, ricca di eventi ed appuntamenti segnati in agenda.
... riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la vostra lotta!
ORA PIU' CHE MAI!!!

giovedì 17 aprile 2008

Non si puo' più fare

di Alessandro Robecchi
Lascio l'analisi del voto ai più esperti, ma credo che ci leccheremo questa ferita finché avremo la lingua, e forse anche dopo. A sinistra si è sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, imperdonabile e dilettantesco tutto quanto. E' triste, ma non parliamo dei defunti, parliamo dei vivi, a malapena, ma vivi. Il Pd, infatti, pone un interessante problema di marketing che sarà il principale problema politico dei prossimi cinque anni e che sintetizzerei cosi: si può fare cosa? Si può fare il ponte sullo stretto di Messina? Si può fare il test di salute mentale ai magistrati? Si può fare di peggiorare le leggi razziali esistenti? So che messa così può sembrare una provocazione, ma restiamo ai fatti. Non risulta che in tutto il Parlamento, Camera e Senato, sieda un solo antiliberista. L'assoluta unanimità, con minuscole varianti e sfumature, nei confronti della totale libertà del mercato si realizza - credo unico posto in Europa - nel Parlamento italiano. Libera volpe in libero pollaio: 630 deputati e 322 senatori tifano apertamente per la volpe. E fin qui la valutazione oggettiva della situazione. Ma non può sfuggire anche un discreto errore di strategia. Impostare un intero disegno politico e una intera campagna elettorale sullo slogan «si può fare» renderà un po' meno agevole svolgere il compito che ci si aspetta dall'opposizione, il cui mestiere, generalmente nelle democrazie mature, è di dire a voce alta e forte che «non si può fare». C'è da pensare che quella strategia del «si può» prevedesse la vittoria come unica modalità, e che applicarla nella sconfitta sia impossibile. Partita secca, la va o la spacca, come del resto sono le presidenziali americane da cui hanno preso vela lo slogan e la sua filosofia. La principale accusa rivolta alla sinistra da parte del Pd per settimane e mesi è stata quella di essere «l'Italia del no», mentre lui ardeva, bramava e si sbracciava per essere l'«Italia del sì». Ora, che farà? Dirà sempre sì? E quando ci sarà da dire no sui temi economici, quando la volpe avrà sempre più fame e il pollaio sarà sempre più indifeso, che farà, si opporrà strenuamente con Calearo? Con Colaninno? Con Ichino? Già mi vedo manifestazioni di industriali, cortei di imprenditori e - in caso di scontri - il fitto lancio di rolex in difesa dei lavoratori. A pensarci è un vecchio sogno, quella vecchia mania del Pci di non avere nessuno a sinistra. Sogno che si realizza quando il sognatore è morto e sepolto, e ci si sveglia agghiacciati che non ci sia niente a sinistra di questa moderna e neo-flaccida Dc. Niente a sinistra punto e basta. Il tutto, alle prese con un governo di estrema destra, in campo economico e sociale. Non vedo soluzioni all'orizzonte, non vedo nemmeno l'orizzonte. Constato che se qualcuno avesse in animo di dire «non si può fare» - frase che con il prossimo governo bisognerà pronunciare ogni istante - è già partita la criminalizzazione. Si teme il ritorno delle piazze, il ritorno addirittura del terrorismo e altre cossigate consimili. Su questo il Pd ha qualcosa da dire o lascerà fare? O dirà sempre, come in un mantra ipnotico che si può? E quanto poi all'entità del baratto (fine della sinistra in cambio di un grande disegno politico), va detto che il piatto di lenticchie è misero, sotto quel 35% che era la soglia della decenza di tutta l'operazione. «Come succede nelle grandi democrazie europee - è la prima frase di Veltroni dopo il disastro - ho telefonato al mio avversario». Corretto. La seconda cosa che si fa nelle grandi democrazie europee dopo una facciata simile è andarsene, come Segolène, come Aznar. Ma questo non si è detto e nemmeno pensato. 5 anni di si può fare saranno lunghissimi. Si può dire.

ARCOBALENO...

mercoledì 9 aprile 2008

GENIALATA!

Forse sono di parte, sicuramente lo sono... amante dei monti della cordata, della picozza e della satira sul piccolo Silvio... questa vigna di Mauro Biani è una genialata!!!

martedì 8 aprile 2008

4 VIGNE!




Carico queste 4 vigne... lavoro per i compagni DEB e ICO.
Non chiedetemi il perchè, il per chi e il per cosa di questi disegni... ho semplicemente eseguito gli ordini dei mastri-GRAFICI.

giovedì 3 aprile 2008

LOCANDINA!

Dopo un lungo e faticoso lavoro ecco la locandina della festa "Colori di Pace".
GRAZIE, GRAZIE a Deborah "STARGRAF" e alle sue manine che si sono mosse veloci sui comandi di Photoshop.
Per chi volesse aiutarci e collaborare in un'allegra e colorata pubblicità può trovare qui la versione in alta/media risoluzione.
Chi più pubblicizza avrà in premio un abbraccio sudato dal sottoscritto al termine del concerto!!!