lunedì 12 gennaio 2015

Il quinto stato


"Il quinto stato", in cui l’autore intese, secondo le sue stesse parole, “simboleggiare le grandi conquiste che i veri lavoratori andavano facendo tutto dì nel mondo attuale”.
Liberamento tratto da "Il quarto stato" di Giuseppe Pelizza da Volpedo.

lunedì 29 dicembre 2014

La grande opera inutile per eccellenza

"Se, oggi, c’è qualche possibilità che alla fine quello che è diventato il prototipo delle grandi opere inutili sia abbandonato, lo si deve alla resistenza eccezionale di una piccola popolazione montana". 

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Qui trovate il pdf dell'articolo.

venerdì 12 dicembre 2014

#pedalaognigiorno


La Fiab lancia la nuova Campagna Tesseramento 2015 e prende una posizione decisa, che pone in maniera sempre più netta la Federazione dalla parte di chi #pedalaognigiorno. Una scelta di campo, assunta con la consapevolezza di rappresentare la più grande realtà associativa nazionale che tutela i principi della mobilità nuova e i diritti di chi ha scelto di fare della bicicletta un vero e proprio mezzo per muoversi.
Una campagna che è anche una svolta nel modo di intendere la comunicazione del mezzo bici, che vuole essere sempre più rivolta a chi usa la bici nei modi più disparati.
Negli ultimi anni la bicicletta si è sempre più affermata come oggetto di culto, un mezzo di trasporto molto alla moda da sfoggiare in luoghi e in occasioni diverse. Un simbolo di rinnovamento che conferma quella eterna perfezione legata ad una creazione identica a se stessa da oltre cento anni. Perché la bicicletta sembra essere nata quasi perfetta, dotata di quelle significative imperfezioni che la rendono inimitabile. In questo suo essere macchina in evoluzione, oggi esprime il simbolo di un cambiamento, quello verso le forme di una nuova mobilità, che restituisce e crea spazi e luoghi per il vivere sociale.
La Fiab ha da sempre posto la sua attenzione al mezzo bici, a quel suo essere determinante per il raggiungimento di un fine ben preciso, quello che vede nelle nostre città un luogo importante dove vivere; nelle nostre strade, urbane ed extraurbane, una via determinante entro cui muoversi; nelle nostre piazze un posto fondamentale dove sviluppare la socialità.
Tutto questo significa lavorare per tutelare questi valori, una tutela che si basa su una grande professionalità, messa a disposizione di chi decide di fare questa scelta di campo, di chi vuole stare, come Fiab, dalla parte di chi #pedalaognigiorno, tesserandosi. Una tutela che è fatta di azione costante. L’agire della Fiab è un attivismo concreto, forte del suo lavoro di confronto e di ascolto con le istituzioni, per dare vita a leggi che rappresentino il vero cambiamento per la mobilità sostenibile e l’uso della bicicletta. Un lavoro che affianca chi con la bici ha un rapporto di costante vicinanza, grazie all’assistenza legale fornita su tutto il territorio nazionale, per informare sui propri diritti chi va in bici, per sostenere quei diritti e renderli forti.
Scegliere di stare con Fiab, tesserarsi per il 2015, significa abbracciare questi valori e ricevere questi benefici; significa una assicurazione per la Responsabilità Civile verso terzi che ha valore in tutta Europa; significa diventare attivo e partecipare ogni giorno alla creazione di spazi nuovi e possibili per la mobilità e la bicicletta; significa trovare vie nuove per viaggiare in bici con i ciclo viaggi che Fiab organizza in tutta Europa e con le migliaia di escursioni che a livello locale permettono di scoprire il territorio; significa avere l’abbonamento con BC, l’unica rivista di settore che in Italia si occupa di mobilità, ciclabilità e ambiente; significa godere delle centinaia di convenzioni con realtà commerciali in tutta Italia.
Chi vuole tesserarsi troverà qui tutte le informazioni.

venerdì 9 maggio 2014

Uomini di Dio, pigliainculo e quaquaraquà

Seduti al tavolo che fu di Sciascia
Io ho una modesta pratica del mondo ma quella che posso chiamare "l’umanità del mio paese", e mi riempio la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, posso ora dividerla in tre categorie: gli uomini di Dio, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.
Gli uomini di Dio sono coloro che meritano il conferimento di cittadinanza onoraria e civica benemerenza. Meritano oltresì un banchetto.
I Piglianculo la cittadinaza onoraria non la meritano.
I quaquaraquà, che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, che la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre, sono coloro che decidono chi ha l'onore e chi invece se lo prende (con rispetto parlando) nel culo.
Vi spiego ora i motivi della sopracitata classificazione.
Domenica 18 maggio 2014 a Villafranca Piemonte si terrà la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Padre Alessio e della civica benemerenza a Suor Maristella, Suor Consiglia e al Diacono Giorgio Gramaglia. Quattro uomini di Dio.
Nel novembre 2012 il Circolo Legambiente di Villafranca Piemonte,  presentò al sindaco, assessori e consiglieri comunali la proposta di approvare una delibera di indirizzo per il riconoscimento simbolico di cittadinanza italiana ai bambini figli di stranieri nati in Italia e residenti a Villafranca Piemonte. Tale indicazione riteneva il riconoscimento della cittadinanza  fondamentale per i ragazzi stranieri che vivono la contraddizione di frequentare le nostre scuole,  luoghi sociali di formazione alla cittadinanza per eccellenza e non hanno di fatto gli stessi diritti di cittadinanza dei propri compagni. Tanti (con rispetto parlando) pigliainculo.
Regolatore della questione, l'amministrazione comunale non ha nemmeno considerato la proposta e a distanza di tempo ha di fatto pronunciato il suo giudizio, uomini di Dio si piglianculo no. Eccovi presentati i quaquaraquà.
Io ho una modesta pratica del mondo ma quella che posso chiamare "l’umanità del mio paese" si riduce a criteri categorici che hanno una mera motivazione matematica. Voglio credere che sia così.
A pochi giorni dalle elezioni amministrative, gli uomini di Dio hanno molto più consenso elettorale dei (con rispetto parlando) pigliainculo.

Liberamente tratto da Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.